Caratteristiche generali trascinatori frontali autoforzanti

Le caratteristiche generali di materiali, affinità al lavoro, precisione, bloccaggio sicuro, ricambi e garanzia dei mandrini autocentranti.

La continua esigenza di contenimento dei costi di lavorazione, ha promosso lo studio e la progettazione di un attrezzo alternativo all'autocentrante tradizionale, in grado di sfruttare adeguatamente le capacità produttive delle moderne macchine utensili.

I trascinatori frontali "autoforzanti" O.M.A.P., presenti sul mercato nazionale ed internazionale fin dagli anni 70, concepiti per il lavoro di serie su tornitrici, torni automatici, tornicopia, con contropunta rotante a spinta idraulica, trovano conveniente applicazione anche per piccole serie al tornio parallelo.

L'elevato grado di affidabilità dell'attrezzo, di semplice e robusta costruzione, risolve notevoli problemi di lavorazione tra le punte, compresi pezzi forati, tubi, grezzi, flangiati, ecc., eliminando il pericolo di slittamento del pezzo sotto carico di lavoro, anche per passate gravose:

  • mantengono gli spallamenti lavorati a distanza costante dalla facciata di appoggio;

  • permettono di trascinare in rotazione pezzi che presentino facce grezze;

  • permettono di lavorare una vasta gamma di diame tri, sfruttando pochi trascinatori di grandezze scalari;

  • permettono la sostituzione dei perni per passare da un diametro all'altro, rapidamente, senza smontare parti del trascinatore;

  • data la loro robustezza (sono costruiti in acciai debitamente selezionati e trattati) non alterano, di lavoro, la precisione di centraggio.

 

Funzionamento

I trascinatori O.M.A.P. lavorano con azione meccanica e si distinguono per la loro caratteristica "dell'autoforzamento" (Brevetto).

Adeguate pressioni, inizialmente impostate attraverso il gruppo contropunta pezzo, per effetto del momento torcente prodotto dall'utensile in lavoro, ed in conseguenza della configurazione dei perni trascinatori, originano un movimento assiale di autoforzamento sul pezzo, proporzionale al carico di asportazione richiesto.

L'interdipendenza del gruppo perni-sfere-anello equilibratore, libero di oscillare, in fase d'impegno si blocca alle irregolarità della facciata di appoggio del pezzo, annullando slittamenti.

La punta, precaricata dal tappo posteriore, dotata di movimento assiale indipendente, prevede un elevato margine di sicurezza nel caso di guasti o false manovre di lavorazione.

Le molle di richiamo unitamente agli ammortizzatori richiamano i perni alla posizione di partenza dopo ogni impegno.

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Mandrini autocentranti

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